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Vicino/Lontano
Perchè innamorarsi di un luogo diverso

La Storia di Variano

Variano di Basiliano ha una storia lunghissima, conosciuta poco, chissà perché, ma ricca di fascino. Nella sua storia c’è tutto: cultura, arte, amori, lotte fra potenti, tremende vendette e meravigliosi riscatti. La riassumiamo a fatica in poche righe, ma almeno avremo sollecitato la vostra curiosità.

 

Tanto per cominciare non si chiama così per caso. Il toponimo ha antiche origini perché Variano fu fondato dalla nobile famiglia romana dei Vari e fu quindi Predio di questi signori Aquileiensi (Praedium Varianum). E prima ancora, nell’era del bronzo recente, ben 3.500 anni fa, era sede di un importante castelliere: l’unico a mantenere ancora oggi intatta la sua struttura originaria, tanto da essere oggetto di uno scavo archeologico fondamentale da parte della Soprintendenza per i beni Archeologici.

 

Dopo la dominazione romana Variano sopporta le scorrerie di Longobardi, Ungari e infine dei Turchi. Poi, nell’XI secolo, sembra giungere la pace: il colle diviene magnifica Pieve del Patriarcato di Aquileia e alla fine del 1200 il signore Randolfo di Villalta vi costruisce, su concessione del patriarca, il suo castello. Ma sono anni di trame nascoste e lotte intestine per il potere su questo territorio così straordinariamente bello, circondato da boschi secolari di conifere e castagni (fino al 1932, si chiamava Varian del Bosco), tanto che il castello viene raso al suolo dallo stesso patriarca per togliere ai Villalta parte della loro agiatezza. Unica superstite e testimone degli antichi edifici rimane la bella chiesetta di S. Leonardo, abbattuta nel corso delle scorrerie turche della seconda metà del Quattrocento, ricostruita nuovamente distrutta dal disastroso terremoto del 1511. L’attuale risale al 1529 e al 1533 gli affreschi di cui è decorata.

 

Questa storia così ricca ci racconta la bellezza del luogo, conteso sempre da nobili e signori. E a tornarci anche ora, che pure il bosco ha lasciato in gran parte (ma non del tutto) posto ai campi, alle strade ed alle case, si comprende perché. Se sapremo apprezzarlo per ciò che già ora è, e anche per ciò che potrà diventare domani, scopriremo un’oasi dove vivere è qualità quotidiana. Davvero.

 

Per vedere il castelliere e la chiesetta sul colle San Leonardo clicca qui


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